Da questo brano di Isocrate traspare in modo evidente il sogno che lo ha accompagnato durante tutta la vita: la concordia tra tutte le πόλεις. All’inizio della sua vita, come si può leggere nel Panegirico, pensava che fosse possibile un’unificazione delle città greche contro il barbaro; dopo la distruzione di Platea da parte di Tebe, però, il suo sogno si infrange. L’entrata in scena di Filippo nel panorama greco ridà speranza a Isocrate, il quale, come spiega nel Filippo, vede nel re macedone un possibile unificatore della Grecia contro i Persiani. In questo brano Isocrate individua nella brama di potere condivisa da Sparta e Atene la causa della loro decadenza. Finché le due città governavano solo se stesse, seppur con forme di governo diverse, erano ugualmente potenti e degne di stima. Quando però la brama di εξουσία, di potere, si impadronisce delle due città, comincia il loro declino. E’ interessante il paragone tra il potere e le etere; come le etere, infatti, il potere logora coloro che si lasciano sedurre da esso. Sta dunque nella politica espansionistica delle due città , secondo Isocrate, la causa delle loro συμφοράι, delle loro disgrazie. Infatti l’unico modo per rafforzare la Grecia contro il barbaro non sta nella sottomissione di alcune città da parte di altre più forti, ma sta nell’unione panellenica, nell’equilibrio di forze e nell’ ομόνοια, ovvero nella collaborazione.
Da questo brano di Isocrate traspare in modo evidente il sogno che lo ha accompagnato durante tutta la vita: la concordia tra tutte le πόλεις. All’inizio della sua vita, come si può leggere nel Panegirico, pensava che fosse possibile un’unificazione delle città greche contro il barbaro; dopo la distruzione di Platea da parte di Tebe, però, il suo sogno si infrange. L’entrata in scena di Filippo nel panorama greco ridà speranza a Isocrate, il quale, come spiega nel Filippo, vede nel re macedone un possibile unificatore della Grecia contro i Persiani. In questo brano Isocrate individua nella brama di potere condivisa da Sparta e Atene la causa della loro decadenza. Finché le due città governavano solo se stesse, seppur con forme di governo diverse, erano ugualmente potenti e degne di stima. Quando però la brama di εξουσία, di potere, si impadronisce delle due città, comincia il loro declino. E’ interessante il paragone tra il potere e le etere; come le etere, infatti, il potere logora coloro che si lasciano sedurre da esso. Sta dunque nella politica espansionistica delle due città , secondo Isocrate, la causa delle loro συμφοράι, delle loro disgrazie. Infatti l’unico modo per rafforzare la Grecia contro il barbaro non sta nella sottomissione di alcune città da parte di altre più forti, ma sta nell’unione panellenica, nell’equilibrio di forze e nell’ ομόνοια, ovvero nella collaborazione.